Attacchi in Medio Oriente scatenano volatilità gas e petrolio

MAR 19, 2026-1 MIN
Focus economia

Attacchi in Medio Oriente scatenano volatilità gas e petrolio

MAR 19, 2026-1 MIN

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<p><span style="background-color: transparent;">Per la prima volta dall&#39;inizio del conflitto, Israele ha bombardato il giacimento di gas iraniano di Pars, il pi&ugrave; importante del Paese. In risposta, Teheran ha colpito l&#39;enorme hub energetico di Ras Laffan in Qatar e lanciato missili in direzione dell&#39;Arabia Saudita (Reuters). A seguito dell&#39;attacco, il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato che Israele non effettuer&agrave; pi&ugrave; operazioni su infrastrutture simili (Axios). Ma nel frattempo l&#39;Iran ha attaccato i siti produttivi dei Pesi del Golfo.</span><br>La direttrice dell&#39;Intelligence americana Tulsi Gabbard ha dichiarato che gli obiettivi americani e israeliani in Iran non coincidono. &quot;Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano&quot;, ha affermato durante un&#39;audizione dinanzi alla commissione Intelligence della Camera. &quot;Il governo israeliano si &egrave; concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacit&agrave; dell&#39;Iran di lanciare missili balistici, la sua capacit&agrave; di produzione di tali missili e la sua marina militare&quot;, ha aggiunto la funzionaria.<br>Rinforzi sul terreno Secondo Reuters, l&#39;amministrazione Trump starebbe valutando l&#39;invio di rinforzi in Medio Oriente. L&#39;obiettivo sarebbe garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz con operazioni aeree e marittime, ma anche con l&#39;occupazione di parte delle zone costiere dell&#39;Iran. Tra gli obiettivi ci sarebbe anche un&#39;invasione dell&#39;isola di Kharg, terminale da cui passa il 90% del petrolio iraniano. Per tentare di ridurre i costi di petrolio, gas e altre materie prime negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha temporaneamente sospeso le sanzioni alla compagnia petrolifera statale venezuelana (Reuters) e una legge sul trasporto marittimo (Jones Act), autorizzando le navi battenti bandiera straniera a trasportare merci tra i porti statunitensi (Bloomberg). Il Jones Act prevede che il trasporto di petrolio nelle spedizioni nazionali sia effettuato con navi costruite negli Stati Uniti, di propriet&agrave; americana e con equipaggio a stelle e strisce. Affrontiamo il tema con <em><strong>Micaela Cappellini</strong>, Il Sole24Ore</em></p><p><strong>Le banche centrali tengono le porte aperte</strong></p><p>Questa settimana quasi tutte le principali banche centrali dei mercati sviluppati hanno mantenuto i tassi invariati, sottolineando tuttavia la propria prontezza a intervenire per frenare l&#39;inflazione qualora lo shock energetico causato dal conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran dovesse innescare un&#39;impennata generalizzata dei prezzi. La Bank of England ha mantenuto i tassi fermi al 3,75% gioved&igrave;, ma gli analisti hanno interpretato il comunicato post-riunione come &quot;hawkish&quot;, aggressivo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati nel range 3,50%-3,75%, ma il tono rigorista del presidente Jerome Powell posticipa le aspettative di taglio dei tassi al 2027. &nbsp;Anche la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati, come previsto, ma ha segnalato di monitorare attentamente i rischi per la crescita e l&#39;inflazione derivanti dall&#39;impennata dei prezzi energetici. Il tasso sui depositi resta cos&igrave; al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I mercati prevedono ora pi&ugrave; di due rialzi da 25 punti base del tasso sui depositi (attualmente al 2%) entro l&#39;anno. Si ritiene infatti che i banchieri centrali, accusati di aver agito troppo tardi durante l&#39;ondata inflattiva del 2021/2022, saranno pi&ugrave; rapidi a intervenire questa volta. Il commento &egrave; di <em><strong>Giorgio Di Giorgio</strong>, Professore Ordinario di Politica Monetaria alla LUISS</em></p><p><strong>Carburanti, taglio di 25 cent al litro. Ma da quando?</strong></p><p>Uno sconto di 25 centesimi per 20 giorni, fino al 7 aprile, realizzato muovendo le forbici sulle accise e di conseguenza sull Iva, oltre che sui fondi dei ministeri chiamati a contribuire con un taglio lineare. Una regola anti &laquo;rincari ombra&raquo;, con l obbligo per le societ&agrave; petrolifere di inviare ogni giorno al ministero delle Imprese i prezzi consigliati e una sanzione pari all 1 per mille del fatturato quotidiano per chi non lo fa. E un credito d imposta del 20%, anch esso temporaneo, per gli acquisti di carburante di autotrasportatori, agricoltori e pescatori. Sono i tre pilastri del decreto legge approvato ieri sera in consiglio dei ministri per frenare la corsa dei prezzi di benzina, gasolio e gpl. In mattinata un vertice a Palazzo Chigi fra la premier Meloni e il ministro dell Economia Giorgetti aveva messo in fila le opzioni, discusse anche a Milano dal vicepremier Salvini con le compagnie petrolifere e tradotte in un testo arrivato alle 19 a Palazzo Chigi. Il risultato &egrave; un decreto da circa 500 milioni, che dovrebbe alleggerire il costo dei carburanti intorno a una media da 1,9 euro per litro di gasolio, e 1,65 euro per la benzina. La riduzione sulle accise &egrave; intorno ai 20 centesimi al litro, e porta lo sconto a 25 centesimi con il trascinamento sull Iva (l imposta, al 22%, si calcola anche sulle accise). Per il gpl, l effetto &egrave; da 12 centesimi al litro. Il men&ugrave; del provvedimento contempla poi icrediti d&#39;imposta, al 20%, per autotrasporto, agricoltura e pesca. Non c&#39;&egrave; spazio invece, almeno per ora, per il rifinanziamento della carta &laquo;Dedicata a te&raquo;, presente in alcune bozze iniziali. Il taglio &egrave; temporaneo, perch&eacute; il costo non &egrave; indifferente e i pronostici sull&#39;evoluzione della guerra in Medio Oriente sono a dir poco incerti. Dopo Pasqua si vedr&agrave;. Intervengono: <em><strong>Gianni Trovati</strong>, Il Sole 24 Ore e <strong>Giuseppe Sperduto</strong>, presidente FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai) </em></p>