Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)

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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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[Gio 8] Commento: «Voi stessi date loro da mangiare».
JAN 7, 2026
[Gio 8] Commento: «Voi stessi date loro da mangiare».
La fame è una delle esigenze primordiali dell’uomo e, nel linguaggio biblico, non significa solo il bisogno urgente del cibo quotidiano, ma di tutto ciò che occorre all’essere umano per vivere dignitosamente. Per questo i nostri progenitori erano stati posti nel giardino dell’Eden, dove trovavano tutto il necessario: la familiarità con Dio e il cibo per nutrirsi senza fatica. Nel deserto, lo stesso Dio interviene miracolosamente con la manna per sfamare il suo popolo. Gesù guarda la folla e si commuove per loro, perché erano come pecore senza pastore, e sospirava in commozione: quella gente è affamata di verità, vuole e cerca un pastore, una guida sicura. La fame che attanaglia lo spirito è quella che crea maggiore sofferenza quando non è soddisfatta; per questo il Signore si mise a insegnare loro molte cose. Egli sa bene che la sazietà dell’anima è più importante di quella del corpo e a questa provvede per prima. Quando poi si tratta di sfamare l’appetito di tutta quella gente, Gesù dà un mandato ai suoi: «Voi stessi date loro da mangiare», dettando così una qualificata missione per la sua Chiesa. La vuole operosa nella carità, attenta a tutti i bisogni dell’uomo e sempre pronta a soccorrere in tutti i modi possibili, specie nelle periferie del mondo. Possiamo dire oggi che tutti coloro che si riconoscono in Cristo dovrebbero sentire urgente questo mandato e questa missione da compiere. La dottrina sociale della Chiesa è diventata, e dovrebbe diventare sempre di più, un chiaro punto di riferimento per molti, anche per coloro che spendono le loro energie nella politica. La Chiesa, per conto suo, non smette di mostrarsi madre e maestra anche nel settore della carità e della giustizia, nella ferma convinzione di vedere sotto le spoglie del povero e dell’indigente la persona stessa del Cristo. C’è poi una sfida aperta per i suoi ministri prediletti, i successori degli apostoli: Gesù, prima di diventare egli stesso pane spezzato, sollecita i suoi a diventarlo. Dice loro: voi dovete diventare pane per gli affamati, dovrete dare «voi stessi» da mangiare!, in tutti e due i significati della frase.
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[Mar 6] Commento: ...E gli offrirono in dono oro, incenso e mirra...
JAN 5, 2026
[Mar 6] Commento: ...E gli offrirono in dono oro, incenso e mirra...
La parola Epifania significa «manifestazione». Gesù Bambino, come chiamò i pastori ad adorarlo nella grotta di Betlemme, mediante il canto degli angeli, così, con il linguaggio persuasivo di una stella, attrae a sé e si manifesta alle genti, chiamando dall’Oriente i Re Magi. La manifestazione del Signore ha molti motivi di festa: la chiamata alla fede dei Re Magi, la chiamata di uomini e donne a un servizio nella Chiesa, al sacerdozio, alla vita di consacrazione; festa perché gli esiliati di Israele ritornano in patria con incontenibile giubilo, perché popoli e re si affrettano a raggiungere Gerusalemme e camminano allo splendore della sua luce. È festa per il Bambino Gesù che, per mezzo dei doni a lui offerti dai Re Magi - oro, incenso e mirra - viene riconosciuto come vero Dio, vero Re e vero Uomo. È festa per i nostri bambini che, come è tradizione almeno in alcune regioni, oggi sono fatti segno di particolare attenzione, con regali e donativi che suscitano esplosioni di gioia e con tanti segni di affetto verso i generosi babbi natali. Solo nel cuore di Erode c’è turbamento, come nel cuore di chiunque si lasci dominare dalla passionalità. Forse anche a molti bambini che vivono nella povertà più squallida non giungono queste voci di festa; eppure oggi si celebra la Giornata dell’Infanzia missionaria e di tutta l’infanzia che soffre. Si vorrebbero suscitare in tutti i bambini del mondo sentimenti di gioiosa esultanza, ma come? Con la condivisione, con la generosità di chi ha verso chi nulla possiede. Non sarebbe una bella occasione per sensibilizzare i propri figli, per educarli al risparmio, alla rinuncia di tanti giocattoli superflui, e così regalare un momento di gioia a chi vive nell’amarezza?
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