Carte “pronte all’uso” e account rubati: i dati italiani nel dark web
Ottobre è il mese europeo della cybersecurity. L’Italia è tra i paesi più colpiti in Europa e nel mondo dalla criminalità informatica. Un fenomeno che continua a crescere: pensate che a livello globale, alla fine del primo semestre 2026, risultavano 2,5 miliardi di dati univoci in circolazione nel dark web. Perché la criminalità informatica funziona come una vera e propria industria, con le sue specializzazioni. C’è chi sottrae i dati e chi, invece, li utilizza per costruire truffe, furti di identità o sofisticati attacchi. Tutte queste attività vengono addirittura facilitate dalla diffusione di strumenti di intelligenza artificiale, che consentono di simulare numeri di telefono e voci, come ci ha ricordato anche la cronaca recente. Ne abbiamo parlato con Beatrice Rubini, Executive Director di CRIF, in un episodio di #define banking next, il podcast sulla banca del futuro che AziendaBanca realizza insieme a CRIF