Nel Faro - StandUp Podcast

Danilo Cuccagna

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Nel Faro Podcast parliamo di dipendenze, raccontiamo storie di vita reale, testimonianze di rinascita di chi la dipendenza l'ha vissuta sulla propria pelle. Proviamo ad accendere una luce nelle ombre tempestose della droga, e lo facciamo in pieno stile StandUp Host @danilocuccagna Prod @StandUpWay

Recent Episodes

OCT 23, 2026
L'armatura di muscoli: diventare invulnerabili per sopravvivere ai traumi familiari | Con Ivan
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Segnato fin dall'infanzia dalla dipendenza da al**l e gioco d'azzardo del padre, Ivan ha scelto una strada diametralmente opposta per affrontare i propri demoni. Sviluppando il bisogno inconscio di diventare "forte" per proteggere la madre e il fratello, ha incanalato tutta la sua rabbia nel fitness e la perfezione fisica. L’amore per il fitness è poi diventato un'ossessione maniacale che lo ha portato sui palchi del bodybuilding professionistico, scendendo a compromessi con l'uso di sostanze anabolizzanti e spingendo il proprio corpo al limite estremo. In questo episodio Ivan si racconta parlandoci di: Le ferite dell'infanzia: crescere nel terrore di un padre ludopatico e alcolista L'ossessione per il controllo: l'allenamento e l'alimentazione vissuti in maniera estrema e totalizzante Il compromesso del doping: l'ingresso nel mondo delle competizioni, l'uso di steroidi e anabolizzanti per superare la genetica e il mercato ombra che si nasconde dietro ai fisici statuari. Il punto di rottura: la spaventosa diagnosi di un melanoma, vissuta come un segnale d'allarme decisivo per abbandonare l'agonismo estremo e riprendere in mano la propria salute. I demoni del post-gara e il rapporto col cibo: la lotta contro il non accettarsi più con un corpo "normale", i disturbi alimentari vissuti come punizione e la complessa sfida quotidiana per trovare un vero equilibrio. 🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
54 MIN
OCT 16, 2026
Pesavo 50 kg e vedevo i mostri: l'inferno della Meth in Thailandia” | Con Effe Effe
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Partito da un piccolo paese di provincia, Effe Effe (Fabio) ha vissuto una fuga continua in giro per il mondo – da Berlino a Israele, fino alla Thailandia – alla ricerca costante dell'alterazione. Un'escalation distruttiva che lo ha portato dall'abuso di co*na, ero**a e cr*k fino alla met**fetamina, facendolo sprofondare in un baratro fatto di psicosi estrema, allucinazioni e totale distacco dalla realtà. In questo episodio Fabio si racconta parlandoci di: La fuga e gli eccessi: Le notti infinite nei club di Berlino, lo spaccio e l'illusione di poter mantenere una doppia vita lavorando come cameriere in Liguria, cercando di curare una dipendenza con un'altra. L'inferno della metanfetamina: Il viaggio in Thailandia e l'uso continuo di "meth", che lo ha portato a pesare 50 kg e a vivere settimane senza dormire in un grave stato psicotico, convinto di essere perseguitato da ombre e mostri. Il punto di non ritorno: Il terrore di aver danneggiato il proprio cervello in modo irreversibile e le difficoltà iniziali nel trovare aiuto a causa del suo grave stato di alterazione mentale. La ricostruzione: L'inizio del percorso di recupero, la lenta e faticosa riconquista del sonno, e la scoperta di una nuova serenità interiore fatta di routine sane, famiglia e lucidità. I progetti per il futuro: Il desiderio di diventare un coach per aiutare chi soffre e il sogno innovativo di portare in Italia i "Sober Party": eventi all'insegna del divertimento lucido, del wellness e della longevità. Una testimonianza potente, che dimostra come sia possibile risalire dall'oscurità più profonda, riprendendo in mano la propria mente e trasformando il passato in una risorsa per gli altri. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
56 MIN
OCT 9, 2026
Anestetizzare il dolore: la Ket*mina in vena e l'attrazione inconscia verso la morte | Con Giorgia
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati A soli sedici anni, Giorgia ha abbandonato la scuola per vivere in strada, tra rave e sostanze illegali ha sviluppato una dipendenza che l'ha accompagnata per un intero decennio. Un calvario segnato dall'abuso estremo di ket***na e da un'assuefazione alla terapia sostitutiva del metadone, usata nel disperato tentativo di anestetizzare la mente e colmare il vuoto per la prematura perdita del padre in giovane età. In questo episodio Giorgia si racconta parlandoci di: Il trauma e la fuga: La morte del padre a 5 anni, i disturbi alimentari infantili, il cyberbullismo subito a scuola e la decisione di scappare di casa per vivere per strada senza limiti né regole. La ricerca della dissociazione: L'abuso di ket**ina in vena per spegnere l'ansia, i pensieri intrusivi (forse legati a un'ADHD mai diagnosticata) e una latente ma costante attrazione verso la morte. La trappola della cura: Il cortocircuito di una terapia medica trasformata in una dipendenza ancora più logorante, arrivando a iniettarsi dosi massicce di metadone quotidiano con gravissime conseguenze fisiche. Il reset mentale: L'aiuto fondamentale della zia mental coach e le tecniche di ipnosi introspettiva utilizzate per recidere visivamente ed emotivamente il legame psicologico con la sostanza. La libertà e l'avanguardia medica: Il passaggio al "Buvidal" (una nuova terapia mensile a lento rilascio) che l'ha svincolata dal rito quotidiano della dipendenza, permettendole oggi di ricostruire la sua vita lavorando come responsabile in un'osteria sociale. Una testimonianza lucida e potente, che ci ricorda come anche nei periodi di buio più assoluto esista sempre una strada, a volte innovativa e inaspettata, per riscrivere il proprio futuro. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
72 MIN
OCT 2, 2026
“Dal coma etilico all'MDMA: ho rischiato tutto prima di scappare ad Amsterdam” | Con Larah Rapelli E4 S03
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Durante l’adolescenza e la prima giovinezza, Larah si è persa in un mondo di estremi e alterazioni. Tra l'abuso di al**ol, un coma etili*o e la sperimentazione di co***na e M*MA, si è trovata immersa in un circolo di frequentazioni sbagliate, fino al giorno in cui ha capito che quella non era la vita che voleva veramente vivere e ha deciso di cambiare rotta da sola. In questo episodio Larah si racconta parlandoci di: La ricerca costante del limite: dalla difficoltà di comunicare in famiglia fino alle uscite con gli amici alla ricerca di una felicità sempre troppo distante per essere raggiunta. Il trauma del lutto: il dolore per la perdita di una giovanissima amica a causa di un'overd**e, un drammatico campanello d'allarme che l'ha spinta a dire basta. La fuga per salvarsi: la decisione drastica di tagliare i ponti con le vecchie amicizie e trasferirsi ad Amsterdam da sola per ricostruire la propria autostima, il proprio lavoro e la propria indipendenza. Il confine tra dipendenza ed eccesso giovanile: una riflessione lucida su cosa significhi perdersi nell'alterazione e su come sia riuscita a uscirne senza un lungo percorso clinico, trovando in se stessa la forza di reagire.
32 MIN
SEP 25, 2026
La mia rabbia riversata sulle sostanze è nata dalle botte che mi dava mio padre | Con Mirko S3 Ep3
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Per oltre vent’anni Mirko ha cercato di soffocare una forte rabbia, nata dall’infanzia nel rapporto conflittuale col padre che lo picchiava, attraverso l’abuso quotidiano di co***na, a**ol e fa**aci. Una doppia vita portata avanti tra i turni in fabbrica e una spirale di autodistruzione fatta di scontri, processi e il trauma di un TSO forzato, fino al giorno in cui non è più riuscito a nascondersi. In questo episodio Mirko si rileva parlandoci di: Le radici della rabbia: un'infanzia segnata da un clima familiare violento e la ribellione sfociata nell'uso di droghe pesanti fin da giovanissimo. La doppia vita e l'illusione del controllo: nascondere l'abuso sul posto di lavoro e tagliare la cocaina con gli psicofarmaci per gestire i propri estremi. Il fondo del baratro: gli scontri con le forze dell'ordine, l'aggressività, la solitudine e il trauma profondo di un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) vissuto in contenzione. Il punto di svolta: lo sguardo della figlia adolescente che lo trova in casa in stato di alterazione, l'episodio che lo ha spinto a scegliere la comunità per salvarsi dal carcere o dalla morte. La disciplina del recupero: la scelta irremovibile della tolleranza zero anche verso l'alcol e il nuovo ruolo come volontario per fare prevenzione nelle scuole. Una testimonianza forte, che mostra come sia possibile rialzarsi anche quando si è lasciato dietro di sé solo macerie, ricostruendo il proprio futuro un giorno alla volta. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
61 MIN