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Beatles – Rubber Soul torna in Top 5 e la storia di “Day Tripper”

OCT 19, 20263 MIN

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La settimana si apre con un ritorno clamoroso: Rubber Soul dei Beatles è rientrato nella Billboard 200 alla posizione n.4 nella settimana del 17 ottobre 2026, grazie alla nuova edizione Deluxe che ha riportato l’album ai vertici delle classifiche dopo quasi sessant’anni. Il disco, pubblicato originariamente nel dicembre 1965, entrò per la prima volta nella Top Ten l’8 gennaio 1966, balzando dalla posizione 60 alla numero 1 e restando in vetta per sei settimane consecutive, prima di essere superato da Whipped Cream & Other Delights di Herb Alpert’s Tijuana Brass . Con Rubber Soul, i Beatles arrivarono a un solo album di distanza dal record di Elvis Presley per numero di dischi al primo posto, primato che avrebbero poi superato con Revolver nel settembre 1966. Oggi contano 19 album n.1, un record ancora imbattuto. La nuova edizione Deluxe include: un nuovo mix stereo curato da Giles Martin e Sam Okell, un disco con 16 tracce di sessioni, versioni iniziali e demo, i brani del doppio singolo Day Tripper / We Can Work It Out, un libretto di 40 pagine con foto rare e dettagli di produzione. La puntata si chiude proprio parlando di Day Tripper, singolo del 1965 scritto da John Lennon con contributi di Paul McCartney, nato sotto la pressione di pubblicare un brano per il mercato natalizio e ricco di allusioni e doppi sensi. Il testo è stato interpretato sia come riferimento a relazioni brevi, sia come allusione alla controcultura psichedelica dell’epoca. McCartney ha raccontato che il brano strizzava l’occhio ai coetanei, mentre Lennon lo definì una “drug song” e un commento ironico sui “weekend hippies”. Registrata il 16 ottobre 1965, la canzone si distingue per il celebre riff di chitarra e per il suo successo internazionale: n.1 nel Regno Unito, n.5 negli Stati Uniti, e uno dei singoli più venduti degli anni ’60. Un inizio settimana che unisce storia, attualità e una delle pagine più affascinanti della discografia dei Beatles. Un ritorno che dimostra come certi album non invecchiano mai: la storia continua, e ogni nuova edizione ci permette di ascoltarla con orecchie diverse.