Curato da: Primo Vassallo
Che cosa porta alla fine di una guerra: le vittorie sui campi di battaglia? La diplomazia (nelle ambasciate e nei salotti)? Le lotte pacifiste? O, più semplicemente, il caso? Siamo soliti osservare guerra e pace sotto lenti diverse: la guerra come destino ineluttabile; la pace, invece, come compito. Perfino il pensiero utopico non ha rinunciato alla guerra: e così società immaginarie, inventate a tavolino con un tratto di penna, vedono risorgere (contro ogni logica apparente) i conflitti armati.
Alessandro Barbero, uno storico militare, risponde alle sollecitazioni di una storica dell’utopia, provando a delineare come sia cambiato, nel tempo, il nostro approccio alla guerra e alla pace.
Ospite di Biennale Democrazia 2025 Alessandro Barbero risponde alle domande della professoressa Manuela Ceretta.
Si ringrazia Biennale Democrazia per la gentile concessione.
Crediti: https://biennaledemocrazia.it/
Fonte originale: https://www.youtube.com/watch?v=Pm2XSkQZ1BM
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