Da banditi a mafiosi: la storia della Mala del Brenta
Da banditi a mafiosi: la storia della Mala del Brenta

Da banditi a mafiosi: la storia della Mala del Brenta

Antonio Massariolo

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Questo podcast vuole raccontare la storia della Mala del Brenta, la più potente, organizzata e violenta mafia del nord Italia. Vogliamo farlo non raccontando le gesta spesso romanzate di Felice Maniero, ma cercando di capire, con gli occhi di chi l'ha combattuta, come una banda di ladri di polli si sia trasformata in mafia, in un periodo in cui in Italia imperversavano terrorismo e rapimenti di persone, ed il Veneto, tra Padova, Mestre e Venezia era al centro della storia.

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La Mala del Brenta diventa Mafia del Brenta
OCT 21, 2021
La Mala del Brenta diventa Mafia del Brenta
Per anni è stata considerata solo una banda di rapinatori. Poi qualcuno capisce che non è così.In questa puntata raccontiamo il passaggio decisivo: quando la mala del Brenta viene letta – per la prima volta – come un’organizzazione di stampo mafioso. Un sistema coeso, capace di intimidire, controllare il territorio, infiltrarsi nel gioco clandestino e riciclare denaro.Attraverso il racconto delle tecniche investigative degli anni ’80 – intercettazioni, fermi di polizia giudiziaria, confidenti, microspie, telecamere – emerge il contesto in cui maturano le indagini. E soprattutto emerge l’intuizione di chi decide di non rincorrere più i singoli reati, ma di ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione.Un’intuizione inizialmente isolata, persino derisa, che porterà però al maxiprocesso degli anni ’90, alle condanne e all’arresto definitivo di Felice Maniero.È qui che la storia cambia: la banda non è più una somma di reati, ma un sistema mafioso.🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira⏱ Capitoli00:00 – Quando lo Stato decide di reagire00:46 – Gli strumenti investigativi degli anni ’8002:05 – Fermi, perquisizioni e intercettazioni03:17 – Il processo “sulle carte” e i limiti del sistema04:32 – Il nuovo codice dell’89 e le difficoltà operative05:33 – Il mondo grigio dei confidenti07:02 – L’intuizione: studiare la banda come organizzazione08:12 – Cellulari, microspie e nuove tecnologie11:04 – L’operazione al Casinò e le microtelecamere12:31 – Il quadro completo: omicidi, rapine, droga e riciclaggio13:27 – Dalla Mobile alla DIA14:20 – L’accusa di associazione mafiosa14:58 – L’isolamento di chi aveva visto prima15:40 – Le condanne e la svolta17:03 – Il cerchio che si chiude: l’arresto definitivo
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17 MIN
Gli omicidi di Felice Maniero
OCT 21, 2021
Gli omicidi di Felice Maniero
Si inizia l'11 novembre del 1981 con l'assassinio di Roberto Menin, amico del boss Totuccio Contorno, che per lungo tempo visse in Veneto in soggiorno obbligato. Menin viene sgozzato nella sua auto vicino a Montebello Vicentino. Il giorno dopo la morte di Menin vengono uccisi due "cambisti": Eugenio Pagan e Cosimo Maldarella. I due vengono freddati da colpi di pistola alla testa mentre erano in un appartamentino del centro storico di Venezia. Il 9 gennaio 1982 sparisce Gianni Barizza, il suo corpo affiorerà dalle acque del fiume Brenta solamente due mesi dopo. Il 17 giugno del 1983 ci fu un omicidio eclatante a Eraclea, vista la portata criminale della vittima. È quello di Ottavio Andrioli, personaggio di spicco di cui abbiamo già parlato nelle scorse puntate. Il 1984 è l'anno della strage con una lunga serie di omicidi: Mario Bertocco, Gianni Cabbia, Zeno Bertin, Loris Benvegnù, Flavio Donolato. Senza contare che il 6 gennaio 1984 sparisce un personaggio chiave della Mala del Brenta: Sandro Radetich. Il suo corpo non è mai stato trovato...Con il traffico di droga cambia tutto. E iniziano gli omicidi.In questa puntata entriamo nella fase più violenta della banda di Felice Maniero: una sequenza di regolamenti di conti che segna il consolidamento del potere e l’eliminazione sistematica di chi non si allinea.Dal delitto di Andrioli – il mentore diventato rivale – agli omicidi legati al controllo del mercato della droga tra Riviera del Brenta, Mestre, Milano e Modena. Dai sospetti di delazione alle accuse di “fare la cresta” sulla cocaina. Fino alle esecuzioni che colpiscono anche uomini vicinissimi al gruppo.È la stagione in cui la banda si struttura come organizzazione, impone regole ferree e punisce chi prova a bypassare il capo. Una stagione segnata da sparizioni, corpi mai ritrovati, verità processuali e silenzi.E sullo sfondo, il carcere, le latitanze, l’evasione da Fossombrone e la paura che il controllo stia sfuggendo di mano.🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira⏱ Capitoli00:00 – L’inizio della stagione degli omicidi00:38 – Droga e primi delitti: Pagan e Madarella01:07 – Il caso Minin e i sospetti di delazione02:37 – Andrioli: da mentore a rivale03:18 – Il processo e la confessione di Maniero05:30 – Il controllo del mercato della droga06:14 – Barizza e i sospetti sull’oro sparito07:00 – La scomparsa di Radetic08:34 – La gestione della banda durante la latitanza09:28 – Chi bypassa il capo paga10:21 – L’arresto a Modena e la gestione dal carcere12:16 – Le denunce interne e l’omicidio Bogo13:29 – Carraro, i soldi spariti e il duplice omicidio14:55 – La “verità processuale”15:15 – Gli spari contro la casa della madre16:44 – L’evasione da Fossombrone e il silenzio
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18 MIN
Il business dell’eroina: come Maniero conquistò il Nordest
OCT 21, 2021
Il business dell’eroina: come Maniero conquistò il Nordest
All’inizio sembra quasi un investimento secondario. Poi diventa il vero affare.In questa puntata ricostruiamo la nascita e l’espansione del business dell’eroina nella Riviera del Brenta negli anni Ottanta. Dall’arresto per estorsione del 1981 ai primi contatti con i rifornitori milanesi legati alla mafia siciliana, fino al salto di qualità: l’approvvigionamento diretto dalla Turchia e le forniture da decine di chili alla volta.Felice Maniero capisce presto che la droga rende più delle rapine. Organizza gruppi di lavoro su Mestre, Venezia, Padova e San Donà, struttura una rete efficiente di distribuzione e impone regole ferree. Chi sbaglia, paga.Nel frattempo la Riviera del Brenta conosce un’esplosione di tossicodipendenza, con numeri superiori a quelli di Mestre. Un sistema che produrrà profitti enormi, ma anche morti, dipendenze e una nuova generazione di organizzazioni criminali che erediteranno quel mercato.È qui che la banda smette di essere solo una banda e diventa un’organizzazione.🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira⏱ Capitoli00:00 – L’esplosione della tossicodipendenza nella Riviera del Brenta00:44 – L’arresto del 1981 e il tentativo di estorsione02:00 – Il furto delle reliquie e le voci sulla scarcerazione02:30 – Dalle bische alla droga: il vero affare03:00 – L’eroina rende più delle rapine03:52 – Gli anni ’80 e il dominio dell’eroina05:08 – I contatti con i milanesi e la mafia siciliana05:59 – Le prime tensioni interne e l’omicidio per “la cresta”07:39 – Il canale diretto con la Turchia08:27 – I grossi quantitativi: 30-40 kg alla volta09:04 – Prezzi, guadagni e margini enormi09:31 – I gruppi di lavoro su Mestre, Venezia, Padova e San Donà10:00 – I canali della cocaina e i nuovi equilibri10:47 – Quando il denaro genera omicidi
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10 MIN