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Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

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OCT 24, 2026
Jil Sander e Oliver Peoples: un gioco di contrasti per la Collezione 2
Dalla collaborazione tra la griffe del gruppo Otb di Renzo Rosso e il brand di EssilorLuxottica per la realizzazione di occhiali da sole nascono tre nuove edition, una in titanio e due in acetato, che ne traducono gli standard in forme arrotondate e fluide, concepite per seguire armoniosamente i lineamenti del viso Progettata dal direttore creativo di Jil Sander, Simone Bellotti, in collaborazione con Oliver Peoples, questa seconda collezione della linea di occhiali da sole che aveva debuttato a marzo nasce da un gioco di contrasti: rigore modernista e morbidezza organica, precisione tecnica e naturale leggerezza. «Realizzati artigianalmente in Giappone con lenti da sole di alta qualità prodotte in Italia, i modelli rivelano la loro maestria artigianale attraverso proporzioni decise e dettagli accuratamente studiati – si legge in una nota congiunta - Il colore introduce una nuova dimensione nella Collezione 2. L’interazione tra montatura e lente dà vita a combinazioni che spaziano da sottili armonie tonali a contrasti più decisi». Edition 7 è un occhiale architettonico che punta a trascendere i canoni classici dell’eyewear in titanio. «Un cerchio lente arrotondato è sormontato da una barra superiore scultorea che attraversa la montatura, raccordandosi a un ponte sagomato e a terminali bassi - spiega il comunicato - Le aste, modellate con una curva appositamente progettata, costituiscono un dettaglio originale che valorizza il profilo sia dell’occhiale sia del viso: conducono a terminali scolpiti e sinuosi, mentre i naselli regolabili d'ispirazione vintage e le esclusive lenti in vetro Oliver Peoples completano la costruzione». Edition 9 introduce nella collezione un acetato spesso, scolpito e lavorato in modo che il frontale appaia angolare mentre si inclina verso il viso. «Le aste essenziali e i distintivi terminali garantiscono una calzata confortevole, mentre le incisioni dorate minimali, il marchio d'ispirazione vintage sull'asta destra e la dicitura “handcrafted in Japan” sul terminale a goccia, ne sottolineano l'eccellenza artigianale», aggiunge la nota. Realizzata anch’essa artigianalmente in acetato scolpito, Edition 10 ammorbidisce la geometria attraverso una silhouette arrotondata e leggermente rialzata. «Il suo elemento distintivo è l’asta curva, che si prolunga in un terminale scolpito conferendo alla montatura un profilo particolarmente fluido - conclude il comunicato - Come Edition 9, integra i dettagli della collaborazione incisi all’interno delle aste, naselli con calzata universale ed esclusive lenti in vetro Oliver Peoples».
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OCT 24, 2026
Optovista inaugura l’autunno degli eventi da Sicilia e Puglia
Un solo weekend, il secondo di ottobre, due appuntamenti ai quali l’azienda oftalmica ha preso parte: a Expo Ottica Sud di Catania ha consolidato le relazioni con i professionisti del territorio e presentato le novità di prodotto, al Convegno di Monopoli ha contribuito ad approfondire il programma scientifico sulle nuove tecnologie. Prossimi step: il Forum della Vista e il Congresso Siops Dal 10 al 12 ottobre Optovista ha rinnovato la propria presenza a Expo Ottica Sud di Catania, un'occasione per incontrare i centri ottici partner. Quasi in contemporanea, l'11 e 12 ottobre, è stata presente a Monopoli in occasione del diciottesimo Convegno su Aggiornamenti di contattologia e ottica oftalmica, confermando il proprio impegno negli appuntamenti dedicati all’approfondimento professionale. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione a entrambe le manifestazioni, che si sono confermate due importanti occasioni di incontro e confronto con i professionisti del settore - spiegano a b2eyes TODAY da Optovista - Abbiamo avuto l'opportunità di conoscere nuovi potenziali partner, presentare le nostre soluzioni innovative e, allo stesso tempo, ritrovare tanti clienti con cui già collaboriamo, consolidando rapporti che consideriamo fondamentali per la nostra crescita. Crediamo molto nel valore del contatto diretto: questi appuntamenti ci permettono non solo di raccontare le nostre novità, ma soprattutto di ascoltare le esigenze dei centri ottici, raccogliere suggerimenti e confrontarci sulle evoluzioni del mercato». All’evento di Monopoli la product manager Alice Parisi ha portato il proprio contributo al programma scientifico del convegno. «La relazione di Parisi è stata dedicata al tema dell'intelligenza artificiale applicata al mondo delle lenti oftalmiche, un ambito nel quale la nostra azienda sta investendo in modo significativo - dicono ancora al nostro quotidiano da Optovista - L'attenzione si è concentrata sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie nella progettazione di lenti sempre più evolute e personalizzate, sottolineando al tempo stesso un principio per noi fondamentale: l'innovazione deve essere uno strumento a supporto dell'ottico optometrista, valorizzandone le competenze e il ruolo consulenziale. Anche nell'era dell’AI, infatti, il legame tra il professionista e il portatore rimane centrale: la capacità di ascoltare, comprendere le esigenze visive e accompagnare il cliente nella scelta della soluzione più adatta rappresenta un valore che nessuna tecnologia può sostituire. È proprio nell'integrazione tra avanguardia, competenza professionale e relazione umana che vediamo il futuro del settore». La programmazione dei prossimi mesi prevede nuove partecipazioni, ormai imminenti, che offriranno ulteriori momenti di incontro, formazione e condivisione con gli addetti ai lavori. «Il nostro calendario di appuntamenti prosegue già a novembre con la presenza al Forum della Vista di Bari e al Congresso Siops di Firenze, due ulteriori occasioni per incontrare i professionisti della vista e della visione e continuare il dialogo avviato durante i primi eventi autunnali - concludono da Optovista - I prossimi mesi saranno dedicati sia alla valorizzazione delle novità introdotte nel corso del 2026 sia alla presentazione di nuovi progetti con un obiettivo preciso: porre l'innovazione al servizio del professionista, metterne in luce le competenze e offrirgli strumenti concreti per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione».
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OCT 24, 2026
Scandellari: fiducia e attenzione alla base della comunicazione che parte dai social
Al meeting 2026 di Ago, svoltosi il 18 ottobre a Cavenago di Brianza, l’esperto di marketing e personal branding ha invitato gli ottici a puntare soprattutto su autenticità, competenza e ascolto nella loro presenza online per portarla anche offline Comunicare sul web e sui social non significa inseguire l’originalità a tutti i costi né aspettarsi risultati immediati. Significa, prima di tutto, costruire relazioni, conquistare attenzione e generare fiducia. È il messaggio portato da Riccardo Scandellari alla quinta edizione del meeting di Alleanza Gruppi Ottica, dedicato all’intelligenza relazionale e al valore oltre l’algoritmo, che ha coinvolto circa 120 ottici associati al network (nella foto, in alto, a sinistra), oltre a una ventina di manager delle aziende partner (nella foto, in basso). «La comunicazione si fonda su principi che risalgono addirittura ad Aristotele: catturare l’attenzione di chi ci ascolta e generare in lui fiducia - ha detto Scandellari - Oggi anche un centro ottico indipendente può ridurre la distanza comunicativa rispetto alle grandi catene, a condizione di metterci la faccia e seguire un percorso chiaro e preciso, poiché le persone cercano autenticità. Ecco perché gli influencer non li guarda praticamente più nessuno, mentre prevalgono i creator», ha affermato Scandellari. Non basta più occupare uno spazio online: occorre creare contenuti capaci di rivolgersi alle persone, rispondere alle loro esigenze, far percepire la competenza di chi parla e non solo che è in grado di fare, ma anche di comunicare; ed è necessario offrire un motivo per fermarsi ad ascoltare parlando di chi si ha di fronte e non essere necessariamente originali. «I primi secondi di un video fanno la differenza: le parole iniziali possono determinare se chi guarda decide di proseguire oppure passa oltre - ha aggiunto l’esperto - Il contenuto deve far capire subito che riguarda chi ne fruisce, i suoi bisogni, le sue aspettative o anche il suo desiderio di intrattenimento». Un punto di partenza concreto è rappresentato proprio dalle domande che i clienti pongono in negozio: dubbi e problemi ricorrenti possono diventare spunti per contenuti Instagram, ad esempio. È il principio che Scandellari riconduce al cosiddetto effetto Ikea: per coinvolgere il pubblico conviene partire da qualcosa che conosce già, come una situazione in cui può riconoscersi, anziché proporre argomenti del tutto estranei alla sua esperienza. Il metodo proposto dall'esperto, che parte dal web e dai social per poi atterrare su strumenti fisici, si basa su alcuni punti chiave: definire la propria identità attraverso elementi riconoscibili, come nome, fotografia, logo, profili social e sito; da qui costruire contenuti che trasmettano coerenza, competenza, autorevolezza e unicità, nonché sviluppare una community fatta soprattutto di relazioni e di fiducia. Alla base devono esserci quindi la visibilità, la reputazione e la credibilità e il risultato finale sono indirizzi mail e recapiti telefonici, che diventano il patrimonio concreto del professionista. A conferma di questo percorso sono i numeri riportati da Scandellari in merito alla sua stessa attività: 20 milioni di contatti sui social all’anno, 100 mila contatti all'anno attraverso newsletter e blog e 10 mila clienti annui raggiunti tramite libri, lezioni ed eventi.
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OCT 24, 2026
Forum della Vista: anche la politica al tavolo ottici-oculisti
La mattina di domenica 8 novembre, all’interno dell’evento in programma al Centro Congressi The Nicolaus di Bari, la parlamentare Marta Schifone parteciperà all’incontro interdisciplinare sulla normativa che regolamenta l’attività dell’ottico in Italia Al talk “Cent’anni. Dal decreto regio del 1928 al common sense di oggi”, condotto da Nicola Di Lernia, parteciperanno, oltre a Marta Schifone, Andrea Afragoli, presidente di Federottica, Teresio Avitabile, presidente di Siso, Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti, e Giovanni De Napoli, vicepresidente di GreenVision, in rappresentanza del retail ottico organizzato. «L’onorevole Schifone è già stata ospite di un confronto con il mondo ottico optometrico all’interno di b2eyes TG, all’edizione 2023 di Mido - dice Ferdinando Fabiano, editore di questa testata e di EyeSee e ideatore del Forum - In occasione dell’incontro al Forum della Vista di Bari, a classe medica, area ottico optometrica e industria si aggiunge quindi la politica, per una discussione incentrata soprattutto su cosa si potrà e si dovrà fare a livello interdisciplinare per migliorare la regolamentazione dell’attività dell’ottico nel nostro paese, a quasi un secolo dal Regio Decreto che ne è ancora alla base». Schifone è relatrice dell’emendamento al disegno di legge A.C. 2700 in materia di professioni sanitarie, approvato nel luglio scorso dalla Commissione XII Affari Sociali della Camera: il testo introduce tra i principi e criteri di delega al governo la razionalizzazione e l’aggiornamento della disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, mantenendo invariato l’inquadramento secondo la normativa vigente. Il 27 ottobre è previsto che arrivi alla Camera dei Deputati per il voto in prima lettura.
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OCT 22, 2026
Milano Jewelry Week, eyewear e gioiello incontrano l’arte
Dallo spazio Oonconventional, tra montature artigianali e creazioni di design, alla galleria allestita da 58 Ettore Ponti: la settimana milanese, in calendario fino al 26 ottobre, racconta il dialogo sempre più stretto tra occhialeria, artigianato e ricerca artistica Un tempo non lontano le settimane milanesi, anzi le “Milan week”, riguardavano solo la moda, poi il design. Ora ogni mese c’è una settimana dedicata a un tema. Fino al 26 ottobre è in programma la Milano Jewelry Week. Alla sua sesta edizione, ha un suo centro tra Palazzo Bovara e Palazzo Serbelloni, in corso Venezia. Ma gran parte delle proposte sono in boutique, negozi, gallerie d’arte. Una prova del legame sempre più stretto tra artigianato, arte e creatività. Di cui anche l’eyewear ne è un esempio. Uno dei più evidenti è Oonconventional, in corso Matteotti in uno dei palazzi, molto citati in questi tempi, di Piero Portaluppi. Per vari motivi, oltre la partecipazione alla Jewelry Week. A cominciare dallo spazio, essenziale e luminoso, per valorizzare l’esposizione di occhiali (nella foto, in basso a destra), ma anche studiato per ospitare mostre. Dietro ai contenitori girevoli, dove sono esposte le montature, è infatti possibile appendere quadri e fotografie. Non mancano opere sempre presenti, come le grandi foto di Federico Garibaldi, con soggetti sfumati, proprio come li vedono i suoi occhi da astigmatico. Perfettamente in linea, la scelta degli occhiali in vendita. Tutti su misura, calcolata grazie a uno scanner facciale, per lo più realizzati artigianalmente dalle diverse e ben scelte provenienze, dal Giappone alla California. Con dettagli funzionali come le cerniere flex o le clip con un sistema di attacco solo da una parte. I materiali vanno dall’acetato, immancabile, al titanio, all’argento, all’oro, al corno di bue (nelle foto, a sinistra). Spesso con giochi di contrasti come i neonati occhiali Wassa Optical Creators, progetto firmato da Marco Annibali e Pippo Mento. In questi il titanio, stampato in 3D, s’incontra con il corno lasciato al naturale. Le forme sono particolari, ma mai eccessive, genderless con qualche pezzo spiccatamente femminile. Oonconventional è quindi la cornice ideale per la collana del progetto Tam Gem, creata da Francesco Boselli (nella foto, in alto a destra), giovane talentuoso formatosi alla scuola Gem Sistema Moda di Valenza. Realizzata a mano, è in ottone e in una madreperla speciale ricavata dalla Sinanodonta Woodiana, conchiglia fluviale dagli straordinari riflessi. Non è nuova al connubio arte ed eyewear, neppure l’ottica 58 Ettore Ponti che fino a sabato 24 ottobre si trasforma in una galleria d’arte per ospitare i gioielli-scultura in bronzo, argento e carbonio delle creative sorelle Flaminia e Federica. Impreziositi da pietre, seguono il fil rouge della treccia, simbolo di unione, empatia, amore. Luisa Espanet
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